martedì 22 novembre 2016

Gregory "Pappy" Boyington e The Black Sheep

La vera storia della Squadriglia delle Pecore Pere
Divenuto famoso tramite una serie televisiva, nessuna squadriglia  aerea ebbe la notorietà di quella delle Pecore Nere.
Il Marine Fighter Squadron (VMF) 214 è stato originariamente commissionato il 1 ° luglio 1942 a Ewa, sull'isola di Oahu, nel gruppo delle Hawaii. Inizialmente fu chiamato "Swashbucklers", hanno completato con successo due turni di combattimento prima di essere messi  sotto il comando Marine di Espiritu Santo. Nel mese di agosto 1943, un gruppo di ventisette giovani sotto la guida del Maggiore Gregory "Pappy" Boyington venne unito insieme per formare le originali "Pecore Nere" del VMF-214.  Il Maggiore Boyington era appena tornato da un anno di combattimenti in Cina come un membro dell’American Volunteer Group, "The Flying Tigers". In Cina, aveva abbattuto sei aerei nemici ed è diventato, attraverso l'esperienza reale, uno degli ideatori di tattiche di caccia americani contro i giapponesi.
Foto di gruppo del VMF 214 The Black Sheep ( le Pecore Nere)
Il nome "Pecore Nere" è stato scelto dalla squadra per commemorare il modo insolito in cui era stato formato lo squadrone. I piloti andavano da veterani esperti, con diverse vittorie aria-aria al loro attivo, fino  nuovi piloti di “ricambio” provenienti dagli Stati Uniti appena usciti di accademia; questo eterogeneo gruppo  era un vero insulto al corpo dei Marines dato che erano tutti pessimi elementi sempre ubriachi e avvezzi alla disciplina, ma in volo erano una delle squadriglie più temute dai giapponesi in tutto il pacifico.  Al Maggiore Boyington e al Maggiore Stan Bailey fu data l'autorizzazione per formare questi piloti non assegnati in uno squadrone, con l'intesa che avrebbero avuto meno di quattro settimane per essere pienamente addestrati e pronti per il combattimento. Fu un successo e il maggiore Boyington fu poi insignito della Medaglia d'Onore del Congresso per i suoi sforzi.   
Il loro distintivo da portare in battaglia era uno scudo nero d’illegittimità, trinciato da una fascia trasversale nera, una pecora nera sovrapposta sopra un cerchio di dodici stelle, e coronata con l'immagine dei loro aerei, il F4U-1 Corsair. Ciò che questi uomini compiono è diventata la storia del Corpo dei Marines. La squadriglia delle Pecore Nere percorse la loro strada verso la fama eterna in soli 84 giorni. Si sono incontrati con i giapponesi sui propri campi e territori e stabilendo il record Smashing di 203 aerei distrutti o danneggiati, prodotti da otto assi con 97 incursioni aria-aria confermate, affondando numerose navi per il trasporto di truppe e di approvvigionamento, e distruggendo numerose installazioni. Per le loro azioni, le Pecore Nere, furono il primo Marine Fighter Squadron a cui assegnato specificatamente il Presidential Unit Citation per straordinaria eroismo in azione.
Le Pecore Nere terminarono il loro secondo turno di combattimento l'8 gennaio 1944, cinque giorni dopo il maggiore Boyington fu abbattuto e catturato dai giapponesi.  I piloti furono inquadrati nel Marine Aircraft Group (MAG) 11.
Il VMF-214 fu riorganizzato il 29 gennaio 1944 dal Marine Corps Air Stations (MCAS) di Goleta, vicino a Santa Barbara, in California. Da qui vennero schierati a bordo della portaerei USS Franklin (CV-13), il 4 febbraio 1945. La loro missione era di partecipare a operazioni contro il Giappone e Okinawa. Il 19 marzo, un bombardiere giapponese colpì la portaerei USS Franklin. L'esplosione e il conseguente incendio ha causato 772 morti a bordo di Franklin, tra cui 32 Pecore Nere,   ma molti aerei delle Black Sheep erano stati di lanciati per un attacco sul Giappone in quel momento. Uno, il tenente Ken Linder, venne data la metà del merito  per  aver abbattuto il bombardiere giapponese che ha colpito Franklin. questo concluse il coinvolgimento di VMF-214 nella seconda guerra mondiale. Nel mese di aprile del 1945, le Pecore Nere furono trasferite al MCAS di El Centro, California, e poi al MCAS di El Toro, California, nel mese di ottobre. Nei successivi anni, il Black Sheep venne schierato per le operazioni a bordo della portaerei USS Rendova (CVE-114), della portaerei USS Baroko (CVE-115), della portaerei USS Badoeng diritto (CVE-116), e della portaerei USS Boxer (CV-21).
lo stemma delle Pecore Nere
Volando con F4U-4B Corsiar il 3 agosto 1950 il VMF-214 divenne il primo squadrone Marine a prendere  parte alla guerra in Corea. Partendo dalla portaerei USS Sicilia (CVE-118) e dalla portaerei USS Boxer le Pecore Nere   completarono  due turni di combattimento in Corea. Durante il corso della guerra, hanno partecipato ai combattimenti chiave per permettere le operazioni di sbarco presso Inchon e il ritiro dal Chosin Reservoir. In tutte le battaglie, hanno fornito copertura aerea quasi continua, interdizione delle linee di rifornimento e di comunicazione, e infliggendo gravi danni in numerose postazioni di terra e trinceramenti nemici. Dopo varie trasformazioni e aggiornamenti il 9 luglio 1957, fu trasformato Marine Attack Squadron VMA.  Ancora attivo oggi ha partecipato a tutti i conflitti combattuti fino ad ora, guerra del Vietnam, le guerre del Golfo e la guerra al terrorismo.
La storia della squadriglia venne presa a soggetto per una serie di telefilm intitolata “L a Squadriglia Delle Pecore Nere”, il cui titolo originale  fu Baa Baa Black Sheep, il titolo usato da Boyington nel suo libro L'asso Della Bottiglia. 
Vought F4U-4B Corsiar; gli aerei usati dalla squadriglia. 
Prodotta da Donald P. Bellisario nel 1978, vide la partecipazione di attori come  Robert Conrad, nel ruolo di Boyington, di  Tim Matheson, Red West nel ruolo del sergente Andy Micklin, Ernie Hudson, Dana Elcar, Morgan Paull, e la sceneggiatura di Stephen J. Cannell.
 La serie vince un Golden Globe per il miglior attore in una serie drammatica nel 1978 La storia è ispirata alle azioni realmente effettuate da una squadriglia del corpo dei Marines degli Stati Uniti, la VMA-214 basata sull'aeroporto di Vella Lavella, isola del pacifico coinvolta nella campagna di Guadalcanal tra il 1942 e il 1943 e dotata di Chance Vought F4U Corsair, detto anche l'uccellaccio dalle ali piegate per la sua ala a W. Nella serie i nomi dei luoghi vennero cambiati, e Vella Lavella diventò Vella Lacava, mentre Espiritu Santo divenne Espiritos Marcos. La squadriglia era comandata dal maggiore Pappy Boyington, ex-alcolizzato, che figurò anche come consulente tecnico della serie. La mascotte della squadriglia era il bruttissimo Bull Terrier Meatball, Polpetta nella serie italiana, di proprietà del maggiore. Lo stesso Pappy Boyington prese parte alle riprese dei telefilm, ora come consulente e ora come pilota in quelle scene di volo in cui serviva un pilota esperto e pratico 
L'asso Della Bottiglia
Gregory "Pappy" Boyington, nato a Coeur d'Alene, 4 dicembre 1912,  è stato un militare e aviatore statunitense che prestò servizio nello United States Marine Corps durante la seconda guerra mondiale,  e fu il padre di quella che fu poi la squadriglia delle pecore nere .
Divenuto tenente in seconda del Corpo della Riserva dell'artiglieria costiera e prestò servizio per un paio di mesi a Fort Worden, vicino a Washington. Il 13 giugno 1935 entrò in servizio attivo nel Corpo Volontari della Riserva dei Marines, lasciandolo poi il 16 giugno dello stesso anno. 
Dopo l'alternarsi di diversi periodi di arruolamento nell'aviazione dei Marines, accettò un posto nella Central Aircraft Manufacturing Company (CAMCO), un'organizzazione civile che forniva personale di un'unità Aerea Speciale per la difesa della Repubblica cinese e della Burma Road durante il secondo conflitto sino-giapponese. L'unità divenne poi nota come Gruppo Volontari Americani, le famose "Tigri Volanti", con le quali gli furono attribuiti gli abbattimenti di alcuni aerei da caccia giapponesi.  Ma quella non era guerra, era più un passatempo: trascorso tra acrobazie da circo aereo e il tiro a segno sui pali dell’elettricità incontrati durante il rientro alla base. Ebbe contrasti con i superiori  un po’ grazie al suo pessimo carattere un po’ per le  grandi quantità di Bourbon che si scolava in continuazione, un po’ per questo ed un po’ a colpa dei suoi pessimi rapporti col colonnello Channault , si dimise dal gruppo  Nella primavera del 1942 sciolse il suo contratto con il Gruppo e rientrò negli Stati Uniti, ove si arruolò nel Corpo dei Marines. Fu quindi assegnato all'11º Gruppo Aeronautico dei Marine. Divenne poi Ufficiale Comandante dello squadrone di caccia VMA-121, installatosi a Guadalcanal.
Successivamente comandò, con il grado di maggiore, la Marine Fighter Squadron 214 (VMF-214), reparto di volo dello United States Marine Corps, squadriglia divenuta famosa con il soprannome Black Sheep ("Le Pecore Nere"). Il velivolo con il quale compì le sue maggiori imprese fu il F4U Corsair, con il quale svolse un'intensa attività nel teatro di guerra del Pacifico. Nelle zone delle Isole Russell-Nuova Georgia e isola Bougainville-Nuova Britannia-Nuova Irlanda, Boyington abbatté 14 caccia nemici nei 32 giorni del primo turno di combattimento del suo squadrone. Entro fine dicembre il suo record era salito a 25 aerei nemici abbattuti. Un fatto tipico fu il suo coraggioso attacco all'aeroporto di Kahili, nella zona meridionale dell'isola di Bougainville il 17 ottobre 1943. Lui, con 24 aerei da caccia, sorvolò in circolo l'aeroporto dov'erano attestati 60 aerei nemici, sfidando il nemico al combattimento. Nella feroce battaglia che seguì furono abbattuti 20 caccia nemici mentre lo squadrone delle "Pecore Nere" rientrò alla base senza alcuna perdita. 
Maggiore Gregory "Pappy" Boyington
Lo squadrone di Boyington, stanziatosi a Vella Lavella, si offrì di abbattere un caccia giapponese Zero per ogni berretto da baseball inviato loro dai giocatori della World Series: essi ricevettero 20 berretti ed abbatterono molti più aerei nemici.
Boyington raggiunse il record americano di abbattimenti, con il numero di 26 velivoli nemici abbattuti, il 3 gennaio 1944 sopra il cielo di Rabaul, ma il giorno successivo venne abbattuto anche il suo aereo .
Dopo una ricerca lunga ma vana, Boyington venne dichiarato disperso in combattimento; egli venne recuperato da un sommergibile giapponese, catturato come prigioniero di guerra e trasportato a Rabaul (il sommergibile che lo raccolse in mare venne affondato 13 giorni dopo la sua cattura). Nelle sue memorie Boyington sostiene che lo status vero e proprio di prigioniero di guerra non gli venne mai riconosciuto dai giapponesi ed il suo nome non venne comunicato alla Croce Rossa. Egli trascorse il resto del tempo che mancava alla fine del conflitto (circa 20 mesi) in diversi campi di concentramento giapponesi per prigionieri di guerra: prima, provvisoriamente, a Rabaul, poi alle Isole Chuuk, quindi al campo di Ōfuna ed infine a quello di Ōmori, vicino a Tokyo.
Per le sue imprese eroiche, gli sono state concesse le più alte onorificenze del Congresso, tra le quali la prestigiosa Medal of Honor and the Navy Cross e dopo la fine del conflitto si congedò con il grado di colonnello.
Accanito fumatore, Boyington morì nel sonno, probabilmente a seguito di complicazioni dovute ad un tumore, all'età di 75 anni a Fresno in California. 
La sua salma venne inumata nel Cimitero militare nazionale di Arlington in Virginia il 15 gennaio 1988, nel loculo 7A-150, con tutti gli onori dovuti ad un decorato con Medal of Honor, compresa un'esibizione celebrativa funebre detta Missing man formation ("Formazione in onore del deceduto"), eseguita da cacciabombardieri F-4 Phantom II di stanza nella base aeronautica del Corpo dei Marine di Andrews



Fonti di informazioni: by Acepilots.com, About Education, http://www.marines.mil/.

Fonti fotografiche: by Acepilots.com,  Wikipedia, ONEONYFEATHERS' 

lunedì 6 giugno 2016

OPERAZIONE FISCHFANG; BATTAGLIA DI CAMPO DI CARNE


OPERAZIONE SHINGLE
Lo sbarco anfibio di Anzio nome in codice “SHINGLE” fu voluta da CHURCHILL per sbloccare lo stallo che si era creato lunga la LINEA GUSTAV in particolare intorno a Cassino dove l'avanzata degli alleati si era arrestata. Lo scopo era quello di prendere alle spalle i tedeschi indebolendo la linea di difesa e proseguire l'avanzata in direzione di Roma.
La mattina del 21 gennaio 1944 la flotta denominata TASK FORCE  81 salpò da Napoli in direzione di Anzio con la bordo il VI Corpo d’armata comandato dal Generale americano LUCAS.  
Alle ore 02:00 del 22 gennaio, la prima ondata dello sbarco si diresse verso le spiagge assegnate: quella inglese denominata PETER BEACH (Tor San Lorenzo, Lavinio), quelle americane X-RAY (Torre Astura)  e la spiaggia GIALLA posta tra Anzio e Nettuno occupandole senza trovare alcuna resistenza da parte tedesca.
Verso le ore 05:00 il Generalfeldmarschall Albert KESSELRING ricevuta la notizia dello sbarco alleato attuò il piano RICHARD spostando immediatamente la 4 Divisione FALLSCHIRJAGER e le unità dei complementi della Divisione HERMANN GORING da  Roma verso le strade che portavano ad Anzio e verso i Castelli.
I primi scontri tra gli Alleati e i tedeschi si ebbero il 25 gennaio, quando truppe di ricognizione inglesi risalirono la via Anziate e arrivati a ridosso di Aprilia, vennero accolti dalle cannonate di un distaccamento della 3 Divisione Panzergrenadier.  Il primo vero attacco era previsto per il 29 gennaio . La 3 Divisione USA appoggiata dai Ranger doveva occupare Cisterna mentre la 1 Divisione Inglese doveva avanzare verso Campoleone attraverso la via Anziate.  Il 30 gennaio la 1 divisione Inglese avanzò  tra la 65 Divisione e la 3 Panzergrenadier tedesca attestandosi a circa 6 Km da Aprilia.  Il tutto però subendo pesanti perdite, il Battaglione dei SHERWOOD FORRESTER subì circa il 70% delle perdite tra cui il comandante di Battaglione  e anche i comandanti di tutte le compagnie. Alla fine dell’attacco la stazione di Campoleone era ancora in mano tedesca e l’avanzata inglese aveva creato tra le linee nemiche uno stretto pollice (THE THUMB) di 4 Km.  L’attacco effettuato dagli americani per conquistare Cisterna attraverso il fosso di Pantano zona Isola Bella, si rilevo meno fortunato. Due Battaglioni dei Ranger il 1^ e 3^ penetrarono attraverso il fosso fino a circa 700 mt da CISTERNA trovandosi però in mezzo alla Divisione Panzer HERMANN GORING . Appena gli americani provarono ad aprirsi un varco tra i panzer con solo le armi leggere e qualche bazooka  i Panzer li accerchiarono. Dei 767 ranger che componevano i 2 battaglioni solo 6 ritornarono indietro alle linee americane, e circa 450 furono catturati mentre i restanti furono uccisi.    Kesselring e von MACKENSEN attuarono una controffensiva che ebbe  inizio alle ore 23,00 del 03 febbraio, sotto una pioggia battente e aveva lo scopo di eliminare il saliente (THE THUMB) lungo la via Anziate. L'attacco riuscì e i tedeschi si infiltrarono tra le posizioni tenute dalla 24 Brigata Guardie raggiungendo la via Anziate.
Alle 18,00 il Generale PENNEY, ordinò la ritirata  della 3 Brigata e 24 Brigata Guardie fino ad Aprilia. Alla fine della giornata la 1 Divisione aveva perso 1500 uomini di cui 900 fatti prigionieri quasi tutti della 3 Brigata.  Il 7  e 8 febbraio il Generale von MACKENSEN rinnovò l'attacco con lo scopo di riprendere Aprilia e la stazione di Carroceto.  Durante la battaglia intorno ad Aprilia il generale PENNEY fece ricorso alla 3 Brigata posta di riserva per dare una mano al 2 Reggimento del North Staffordshire impegnato nel saliente del Buon Riposo che aveva subito perdite del 50%. Durante la battaglia i tedeschi fecero 791 prigionieri britannici per lo più del 5 Grenadiere Guardie, del 2 North Staffordshire e del 1 Irish Guards'. A metà pomeriggio entrambi gli eserciti erano esausti e la 1 Divisione Britannica a stento arrivava a metà degli effettivi. L'artiglieria alleata respinse due attacchi tedeschi contro la stazione di Carroceto ed anche l'aviazione intervenne nella mattinata . Alla fine di febbraio il saliente THE THUMB era stato eliminato e Aprilia con il saliente del Buonriposo era in mano tedesca. In tre giorni di battaglia la 168 Brigata Britannica era ridotta a circa 1/3 dei suoi effettivi, e i tedeschi catturarono 2563 uomini quasi tutti della 1 Divisione che era più che dimezzata. L’11 febbraio il 1 battaglione  del  179 Inf. della 45 Div. Usa, appoggiato dal 191 Battaglione Carri, effettuò un attacco contro Aprilia ma il Kampgruppe GRASER resistette pur riuscendo ad annientare le difese tedesche appostate negli edifici rimasti in piedi ma furono costretti a ritirarsi perché erano rimasti senza munizioni.  Contemporaneamente i bombardieri alleati sganciarono 145.000 tonnellate di bombe sulle riserve tedesche appostate a Campoleone e Cecchina.   KESSELRING e von MACKENSEN avevano deciso di attuare una controffensiva una volta ottenuti i rinforzi richiesti dando seguito all'operazione "FISCHFANG" programmata per il 16 febbraio.  Hitler invio sul campo a posto delle due divisione richieste da KESSELRING, il Reggimento LEHR (in addestramento) di Berlino-Spandau e nuovi armi segrete.  L'artiglieria dei due schieramenti a numero si equivaleva 432 cannoni alleati contro 452 tedeschi ma la differenza stava nella disponibilità limitata delle munizioni da parte dei tedeschi.
   OPERAZIONE  FISCHFANG

Alle 6 del mattino del 16 febbraio cominciò un fuoco di sbarramento lungo la via Anziate nei settori occupati dai due Battaglioni 157 Inf e 179 Inf della 45 Divisione americana. Nonostante la superiorità numerica di circa 3 a 1 da parte tedesca la fanteria incontro un  pesante fuoco di artiglieria da parte degli americani grazie al fatto che la 179 Inf. aveva un osservatore nascosto un una casa colonica di fronte ad Aprilia che era in grado di dirigere il tiro con precisione.  Alla fine del primo giorno di attacco dell’Operazione “FISCHFANG” non si registrarono significative penetrazione nelle difese nemiche inoltre le perdite subite ammontavano a 324 morti,1207 feriti e 146 dispersi, le più pesanti della campagna di Anzio.  L’attacco spinge i due Battaglioni indietro lungo un fronte largo 3 Km e 200mt e profondo circa 1,5 km.  Il VI Corpo rispose all’attacco con colpi di artiglieria e con bombardamenti aerei effettuati dal XII Commando con 198 Cacciabombardieri, 176 Bombardieri medi e 288 Bombardieri pesanti.  A causa delle pesanti perdite subite, Battaglioni ridotti a meno di 150 uomini, von MACKENSEN sostituì le unità sul fronte con la 3 Divisione PANZERGRANADIER nel tentativo di allargare il varco.  La penetrazione tedesca divenne cosi preoccupante che il Generale LUCAS ordino alla malridotta 1 Divisione Inglese che si trovava nelle retrovia a schieransi in linea dietro la 45 Divisione Americana. Durante tale operazione il Generale PENNEY rimase ferito con una scheggia di artiglieria. Durante la notte il Generale EAGLES della 45 Div. ordinò al 2 e 3 battaglione del 157 Inf. e al 3 battaglione del 179 Inf. di effettuare un contrattacco ma questo falli indebolendo i battaglioni che contavano circa 300 uomini anziché gli 870 originari.  Il 2 Battaglione del 157 Inf. si attesto nelle buche ad ovest della via Anziate, mentre il 1 Battaglione dei “LOYALS” appartenente alla prima Divisione Inglese, si attesto a ridosso del primo cavalcavia. Il Battaglione “LOYALS” fu investito dall’attacco del Reggimento “LEHR” e resistette sino al pomeriggio quando i Tedeschi decisero di spostare il fuoco dei loro cannoni contro le postazioni della 180 Inf. della 45 Div. USA. Poco prima di mezzanotte un aereo da ricognizione americano avvistò un reggimento di Tedeschi circa 2500 uomini procedere in direzione del fronte. In breve tempo gli alleati concentrarono sul reggimento 224 bocche da fuoco che lo annientarono prima che potesse iniziare l’attacco.   Nel tardo pomeriggio i Tedeschi rinnovarono gli attacchi con l’aiuto dei Panzer lungo la via Anziate e lungo la “BOWLING ALLEY” (SS.148),  ma nonostante qualche progresso gli attacchi si esaurirono dopo che si fece notte.I combattimenti del 19 febbraio cominciarono all’alba con un intenso fuoco di sbarramento sulle postazione occupate dal “LOYALS” e dal 179 Inf. seguito dall’attacco della 655 Divisione di fanteria che fu ostacolato dal fuoco dell’artiglieria alleata.   Gli attacchi effettuati il 19 febbraio furono tutti respinti dagli alleati.  Alla fine dell’Operazione  “FISCHFANG” le perdite tra morti, feriti, dispersi e prigionieri, ammontano a 5389 tra i  tedesche e 3496 tra gli alleati. La 65 Divisione il 19 febbraio contava solo 901 uomini circa un decimo dei suoi effettivi.  Il 22 febbraio il Generale LUCAS fu rimosso e sostituito dal Generale Lucian TRUSCOTT.  


Realizzato in collaborazione con l'ASSOCIAZIONE STORICA CULTURALE "THE FACTORY 1944 DI APRILIA

sabato 16 maggio 2015

Caporetto: Disfatta o Ritirata Strategica.

La battaglia di Caporetto, meglio nota come la 12° battaglia del fiume Isonzo, è passata alla storia come una delle pagine più nere della storia militare italiana. Si è parlato di una vera e propria disfatta, ma da recenti studi di alcuni documenti ritrovati negli archivi militari fanno pensare tutt’altro. Questi ritrovamenti danno un quadro diverso e fanno pensare ad una manovra studiata e quindi una ritirata strategica.  Per chiarire il tutto diamo un’occhiata a come sono andati i fatti storicamente.
Il 24 ottobre 1917 alle ore 2 di notte le truppe austro-tedesche scatenarono un attacco senza precedenti; per prima cosa scatenarono un bombardamento di artiglieria che parte dal Rambon  fino al mare, il primo tiro viene effettuato con l’utilizzo di gas, ma nessuno se ne accorge  tranne quegli sfigati che si trovano  colpiti da tali armi; poi il bombardamento continua ininterrotto con una violenza devastante fino alla mattino. Alle 8 del mattino scatta l’attacco delle fanterie su un fronte di 32 chilometri tra Plezzo e Tolmio.  Ad aggravare il tutto va aggiunto che i comandi italiani erano fuori posto; il comandante  in capo il generale Luigi Cadorna era nel suo quartier generale a Udine, il generale  Luigi Capello, comandante del 4° corpo d’armata, era in licenza di malattia a causa di una nefrite, ma  come apprese dei fatti senza badare alle sue condizioni su precipitò al comando  di Cormos  per prendere il comando della sua unita ma proprio durante il trasferimento  si scatena l’inferno, mentre il generale  Pietro Badoglio, comandante del 27° corpo d’armata, invece di trovarsi  nel comando di campo a Ostri Kras  si fece sorprendere  a Cosi. Le prime unita  investite sono la 51° del 4° corpo d’armata e la 19° del 27° di Badoglio.
 I tedeschi con una tattica rivoluzionaria e molto ardita entrano da quella “porta aperta” nel fondovalle . A mezzogiorno  le prime truppe tedesche del generale Krauss sono a Saga, mentre  quella di Stein attaccano il Kolovrat e la divisione slesiana di Von Lequis con una brillante marcia di circa 27 chilometri alle 3 del pomeriggio entra a caporetto. In un sol colpo  rimane tagliata fuori la 43a  divisione italiana che difendeva  il Merzli e il Monte Nero.   A questo punto  il generale Alberto Cavaccioli del 4° corpo d’armata temendo l’aggiramento  delle sue truppe  ordina ai superstiti  della 50° divisione, che tentavano di difendere o alla meno peggio di bloccare la stretta di Saga, di ritirarsi. Così uno dei cardini della difesa italiana va a cadere.
Da sinitra: Luigi Cadorna; Pietro Badoglio; Armando Diaz; Luigi Capello.
Alle 9 di sera  Cadorna  si rende conto della portata del disastro, e senza perdere la testa  di ritirarsi dietro l’Isonzo. Ma è tardi, il 25 cade la linea  Uccea-Stol  e gli Austo-Tedeschi prendono il monte Kolovrat e Globocak e dilagano verso  il Natisone. L’intera 2° armata italiana deve ripiegare fino a Gorizia, mentre Capello, debilitato dalla malattia, suggerisce a Cadorna di ritirarsi oltre il Tagliamento. Il 27 ottobre  ripiega anche la 3° armata  del duca Emanuele Filiberto di Savoia, cugino del re Vittorio Emanuele III per non restare intrappolato, mentre Cadorna sposta il comando supremo da Cividale al Tagliamento. L’ordine di ripiegare  viene dato con un giorno di ritardo  tanto che non è stato possibile  formare una linea di resistenza sul fiume, Ormai sia la 2° che la 3° armata sono in ripiegamento; per la 2° si può parlare vera e propria di rotta. Il 4 Novembre Cadorna Ripiega tutte le unità dell’esercito italiano sul Piave, il 9 Novembre il governo italiano esonera Cadorna e lo sostituisce con il semisconosciuto Armando Diaz. L’inchiesta fatta scaricò completamente le colpe su Cadorna  senza andare nei dettagli.
Ma  recenti ritrovamenti  di alcuni documenti dimenticati, o nascosti da qualcuno, negli archivi militari fanno pensare che i fatti possano essere diversi.
Vediamo:
Il  20 ottobre un ufficiale cecoslovacco disertore  si presento  con i piani completi e dettagliatissimi di una offensiva che avrebbe dovuto avvenire fra il 23 e il 24  Ottobre, mai nella storia  una delle 2 parti  era stata preventivamente  informata con  informazioni cosi chiare e dettagliate.  nei piani si faceva leva sulla disponibilità di un elevato numero di truppe che gli austro-tedeschi provenienti dal fronte  russo che era stato chiuso  per la rivoluzione in corso in quel paese, e che andavano ad ingrandire le linee.   Cadorna leggendo tale informazione capì subito la portata di tale informazione,  contro una tale forza di impatto le fragili avanguardie italiane non avrebbero potuto  resistere; ne parlò con i suoi superiori  che però, come al solito minimizzarono il tutto  dichiarando che le previsioni di Cadorna  erano troppo pessimiste.  Ma Cadorna, fregandosene dei suoi superiori, fece predisporre il tutto per una ritirata strategica sulle linee  già attestate e stabilizzate sulla linea del Piave e del Grappa. Questo gli consentiva di:  avere una linea ben difesa su cui fare affidamento e contemporaneamente attendere che  nuove truppe  fresche e l’arrivo in zona di contingenti di truppe francesi inglesi e americane.
Ma a questo fece da contrasto un altro fatto. Fin dall’unificazione d’Italia il comando delle truppe, in poche parole  i generali, erano tutti  di  origine nobiliare ed erano tutti in contrasto fra di loro, ognuno cercava di prevaricare l’altro nelle gerarchie per fare carriera e in cerca di gloria spesso con  azioni senza senso e contravvenendo gli ordini dei superiori, in oltre la maggior parte di loro non aveva  una minima preparazione di base dal punto di vista tattico e strategico, e la maggior parte veniva nominato  per il fatto che era parente di uno o di un altro. Di contro l’esercito austro-tedesco contava invece su alti ufficiali che avevano “studiato” la guerra presso la scuola  militare creata  e aperta a tutti dove veniva insegnata "l'arte della guerra".  Per oltre un secolo il generale Cadorna è stato etichettato come  un inetto, idiota,incapace, Quando invece questi documenti dicono che aveva capito cosa sarebbe potuto accadere, e ha dimostrato per l'ennesima volta l'incapacità cronica da parte del nostro esercito di quel periodo di avere comandanti seri ma un nutrito gruppo di nobili  incapaci arroganti presuntuosi, che non in grado di guidare i propri uomini in azioni coordinate ma piuttosto in cerca di gloria personale con azioni personali senza una logica strategica e tattica, che si ripetera anche durante il secondo conflitto mondiale. 


Fonti fotografiche: wikipedia

giovedì 26 giugno 2014

LITTLE BIGHORN

25 Giugno 2014.
Una data come le altre, come tutte. Invece un qualcosa di particolare c’è.
Fra il 25 e il 26 giugno del 1876, si svolse forse la più importante ma forse inutile battaglia del mitico west.
George Armstrong Custer
Si tratta della battaglia di Little Bighorn che spesso viene identificata come “il massacro di Custer” e per gli indiani Greasy Grass, lo scontro si svolse nei pressi del fiume Little Bighorn, nella parte orientale  del territorio del Montana e combattuta fra una coalizione di Lakota Sioux e Cheyenne del Nord  e il celeberrimo 7° Cavalleria. L’unica vera battaglia combattuta dall’esercito dei neonati Stati Uniti d’America, si risolse in una vera e propria disfatta.
Andiamo per ordine.
Nel 1868 il governo degli Stati Uniti, firmo un trattato, dove si riconosceva la sovranità del popolo dei Sioux su tutto il territorio del fiume Powder, dove fra l’altro veniva sancito che nessun Bianco poteva insediarsi occupare o passare senza autorizzazione da parte dei Sioux.  Ma tale territorio si trovava su una riserva aurifera, e dopo la sua scoperta, nel 1874, il governo inviò una spedizione conoscitiva comandata dal generale George Armstrong Custer, soprannominato dai nativi Deretano Duro, Capelli Lunghi e Stella del Mattino. Questa spedizione confermo la presenza del “metallo giallo che fa impazzire gli uomini”, l’oro, come era considerato gli indiani, sulle loro montagne sacre, le Black Hills, definendole “colme d’oro dalle radici dell’erba in giù”.
Cavallo Pazzo

Le Black Hills erano considerate sacre non solo dai Sioux, ma anche dagli Cheyenne dagli Arapaho, che vi si recavano a pregare, parlare con il grande mistero e per avere le visioni spirituali. Da quel momento migliaia di cercatori, avventurieri e affaristi senza scrupoli si riversano nel territorio dei Sioux, ma per il momento la situazione rimane tranquilla. Nel 1875 il governo invia una commissione per convincere i nativi a lasciare quei territori in cambio di denaro, ma si trovo contro non solo tribù guerriere sempre più ostili a vivere di aiuti ma persino le tribù che avevano “seppellito l’ascia di guerra” e che vivevano nelle riserve del Nebraska.  In queste tribù si trovano i personaggi indiani più famosi, Toro Seduto, Nuvola Rossa, Coda Chiazzata e soprattutto uno, Cavallo Pazzo.  A questo punto il governo decide di passare alle maniere forti e da l’incarico al generale Sheridan di iniziare una campagna contro gli indiani ostili, setacciando e distruggendo interi villaggi Oglala e Cheyenne.  

Toro Seduto  

Ma nella primavera del 1876 migliaia di Sioux, Cheyenne e Arapaho erano accampati sulle sponde del Roseburd per celebrare il rituale della Danza del Sole, e il generale Crook decide di attaccarli con alla consueta tattica dell’attacco a sorpresa di notte, ma Cavallo Pazzo, anticipa le mosse di Crook che rimedia una sonora sconfitta.  Dopo questa vittoria gli indiani si spostano a nord e raggiungono la valle del Little Bighorn, dove si accampano.  Qui verso la fine di giugno il generale Terry decide di attaccare i villaggi e chiudere la faccenda. Divide le truppe in due colonne: una, la sua, doveva avanzare da nord, mentre l’altra, comandata da Custer, da sud.  Ma Custer, ambizioso e ansioso di guadagnare fama e gloria, decide di attaccare Cavallo Pazzo senza aspettare l’arrivo di Terry, prima che arrivasse la fanteria; non ascoltò nemmeno i consigli delle guide indiane che gli consigliavano prudenza dato che trovarono gli scalpi dei soldati di Crook.  Custer fece avanzare i suoi uomini sfiniti verso le colline che si aprivano in lontananza.  All’alba del 25 giugno gli esploratori raggiunsero la cima di un’altura e per studiare la situazione, e distinsero una mandria di cavalli indiani e centinaia e centinaia di tepee ben ordinati a  forma di  grandi cerchi  tribali di Huncpapa, Minniconjou Oglala Sans Arc e Cheyenne.   Poco dopo mezzogiorno 611 soldati di cavalleria fra ufficiali e truppa del 7° cavalleria presero a  scendere la valle del Little Bighorn ma senza conoscere il terreno ne la disposizione del nemico. Qui Custer, fece un errore fatale: divise il reggimento in settori, senza compiere nessuna ricognizione, in modo da poterli usare separatamente o assieme a seconda delle necessita, ma questa soluzione non aveva logica  perché indeboliva la forza d’attacco.  
Nuvola Rossa
Pensando che gli indiani potessero fuggire mando 125 uomini con il capitano Benteen a esplorare le colline a sud e ordino al maggiore Reno, con il suo battaglione, di attraversare il fiume e attaccare il villaggio da sud, mentre lui e il resto delle forze sarebbero avanzati  in appoggio a Reno. Reno guado il fiume attorno alle 2 del pomeriggio prese ad avanzare lungo il fondo della valle, dove di fronte s’innalzava una ansa boschiva, L’ufficiale diede l’ordine di carica e contemporaneamente si guardava indietro cercando il supporto di Custer, questi non vedendolo arrivare arresto la carica e ordino ai suoi di combattere appiedati, aveva paura di cadere in mezzo ad un numero soverchiante di guerrieri indiani. Custer senza informare Reno cambio tattica, passando al riparo delle colline per portarsi a nord e attaccare il nemico da un varco fra esse e prendere gli indiani fra due fuochi. Ma mentre scendeva il pendio furono avvistati da 1500 guerrieri Huncpapa del capo Fiele, allora Custer decise di arretrare cercando di posizionarsi su una postazione alta.  Ma la situazione critica divenne disperata quando Cavallo Pazzo con mille guerrieri Oglala e Cheyenne si porto sulla cresta alle spalle di Custer, difatti Cavallo Pazzo aveva compiuto un movimento ad arco partendo dal villaggio per colpire alle spalle i soldati. Gli uomini a cavallo di Custer combatterono disperatamente, Uccisero persino i cavalli per fare delle barricate e proteggersi, alcuni si batterono fino all’ultimo, altri si suicidarono per paura delle torture, mentre altri tentarono di aprirsi un varco verso il fiume.   Nessuno degli uomini di Custer uscì vivo.  Lo scontro durò un’ora o poco meno.  Tre miglia a sud di Custer, Reno malamente battuto si era ritirato su per la collina e con l’arrivo di Benteen, uni le compagnie e insieme resistettero per un altra giornata di fuoco. Nel tardo pomeriggio del 26 Giugno gli indiani partirono esultanti lasciandosi alle spalle i morti. La battaglia di Little Bighorn era finita!

Una vittoria inutile per i pellerossa dato che le repressioni  per la morte di Custer furono tremende e le misure per tenerli “buoni” sfociarono in un genocidio di  massa culminato con il massacro di Wounded Knee

lunedì 30 dicembre 2013

IMPETUS Castegnato 2013, ultima di campionato!!




Si è svolto domenica 08/13 a Castegnato (Bs), nell’ambito del prestigioso BIG Lan Party, ultima prova del Campionato Italiano 2013 di IMPETUS, nella versione 15 mm / 400 pt, che ha visto laurearsi il nostro Giorgio Belotti  nuovo campione italiano 15mm.
 
sala giochi.......
  Vivisimi complimenti a tutti i partecipanti in modo particolare ai primi tre classificati, premiati dall'assessore Orizio e dalla nostra valletta.

Quartieri Giltrad terzo classificato.
Belotti Giorgio classificato al secondo posto, ma grazie  a questo piazzamento si laurea campione italiano 15mm.
Guarnieri Marco vincitore del torneo
Un grazie particolare algi organizzatori, Thomas e Luca e all'associazione ludica di Castegnato BIG ovvero Brothers in games  con Marco, Roby, e tutti gli altri.

panoramica della palestra con le postazione LAN dei PC
Thomas, Luca e Marco.........
 La classifica finale del torneo:

1 - GUARNIERI Marco - Bizantini di Giustiniano 297 20
2 - BELOTTI Giorgio - Ayyubidi 290 15
3 - QUARTIERI Giltrad - Mongoli della Conquista 268 10
4  -PELLATTIERO Luca - Mongoli della Conquista 263 7
5 - SARTORI Lorenzo- Avari 186 6
6 - VANTIN Yuri - Tardo Sasanidi 184 6
7 - BELOTTI Mattia - Tardo Crociati 176 6
8 - BERTO Roberto - Ayyubidi 166 5
9 - QUARTIERI Fabrizio - Primi Russi 155 5
10 - BELLISSIMO Giuseppe - Inglesi tardo feudali 140 5
11 - CACCAVERI Andrea - Francesi feudali 1150-1330 139 4
12 - CASAROTTO Nicola - Teutonici XIII sec. 126 4
13 - MORA Enrico - Imperiali 1150-1340 124 4
14  - GARBINI Raffaele - Primi Crociati 106 3
15 - WATSON Frazer - Teutonici XIII sec. 99 3
15 - ZAMMARCHI Luca - Tardo Crociati 99 2
17 - GARBILLO Davide - Primi samurai 81 2

18 - MARCHINA Marco - Inglesi tardo feudali 41 1



 Link dove scaricare la classifica finale nazionale 2013;  http://www.dadiepiombo.it/images/stories/dp/camp1513.pdf

lunedì 23 dicembre 2013

Il grande inganno.

6 giugno 1944, scatta l'operazione Operazione Overlord, lo Sbarco in Normandia; la più grande operazione militare nella storia della guerra del XX secolo. Ma non tutti sanno che per permettere che tale impresa risultasse un successo, fu intrapresa la più grande operazione di inganno della storia.
Subito dopo aver deciso la pianificazione dello sbarco in Normandia, scattò l'operazione Bodyguard, una vera e propria operazione di depistaggio che servì agli alleati a coprire le vere intenzioni e mettere i tedeschi sulla graticola riducendo la possibilità di una forte controffensiva da parte delle loro unità migliori. Il tutto riusci alla perfezione grazie alla complicità e dalla compromissione di tutte le spie tedesche nel Regno Unito che facevano il doppio gioco, che permise di agevolare il tutto. Gli Alleati erano riusciti, in oltre, a portare a termine con successo tali serie di operazioni d'inganno, soprattutto grazie alla decrittazione dei codici militari tedeschi da parte dei britannici e al recupero dell'Enigma, la macchina tedesca per la decodifica delle trasmissioni in codice  e abilmente usata dagli inglesi.
La linea difensiva tedesca sull'atlantico partiva dalla Norvegia e arrivava fino alla Spagna, una linea molto lunga da difendere ma i tedeschi disposero le unità in modo da facilitare il raggiungimento di tutte le zone in modo pratico e veloce.  
Per non dare punti di riferimento sulla zona di sbarco vennero create una serie di false informazioni da dare in pasto ai servizi di informazione tedeschi, e per dare più credibilità venne scomodati una serie di personaggi molto altisonanti che avrebbero dato molta credibilità a tali operazioni.   
Andiamo per ordine. 
La prima operazione di depistaggio fu chiamata Fortitude nord, poi denominata Skye; in questa operazione una serie di falsi messaggi radio fecero credere che nelle vicinanze di Edimburgo, in Scozia, una fantomatica 4a armata inglese si stava addestrando con lo scopo di compiere una operazione anfibia nella Norvegia, cosi facendo costrinse i tedeschi a trasferire una consistente armata in Norvegia. Per far si che il nemico cadesse nel tranello vennero realizzati una serie finte basi militari, caserme e perfino di finti squadroni aerei Perfino i media inglesi cooperarono attivamente a questo inganno trasmettendo falsi risultati di calcio e falsi annunci di nozze da parte di truppe inesistenti. Addirittura per rendere la cosa più credibile venne inserita una nuova operazione chiamata Graffham, un inganno politico rivolto contro la Svezia, come complemento a Fortitude Nord. L'obiettivo era convincere l'intelligence tedesco che gli Alleati stavano attivamente stabilendo legami politici con la Svezia, in preparazione ad un'imminente invasione della Norvegia. Tutto ciò richiedeva diversi incontri tra ufficiali britannici e svedesi e l'uso di agenti doppiogiochisti. Durante la guerra, la Svezia mantenne la neutralità ma i britannici speravano che se gli svedesi credevano all'imminente invasione della Norvegia, la notizia sarebbe giunta alle orecchie dei tedeschi.
Uno degli Sherman  finti  usati  da  Dudley Clarke
La seconda operazione fu la Fortitude sud, poi ridenominata Quicksilver: per questa operazione che prevedeva di far credere ai tedeschi che lo sbarco dovesse avvenire nella zona di Calais, gli alleati crearono un intero esercito finto, il FUSAG. Questo FUSAG, First United States Army Group, era in gran parte finto ad eccezione del comandante, il generale George Patton, fatto rientrare in tutta fretta dall'Italia. A parte il generale e alcune piccole unita di fanteria, qualche pezzo d'artiglieria, qualche carro armato, tutto il resto era finto, creato dal genio della finzione Dudley Clarke e dal suo staff, già famoso per i bluff realizzati in Nordafrica, che realizzò una vera e propria armata con mezzi di gomma, con piccoli camion trasformati in autoblindo o Half Truck con pezzi di lamiere, e tanto altro il tutto per ingannare la ricognizione e gli eventuali agenti tedeschi e far convincere ancora di più che lo sbarco potesse avvenire nel tratto di Manica più breve. Venne crata pure una falsa flotta navale fatta con tutto il naviglio dismesso presente sul Tamigi e trasformato con abilità da Clarke e la sua unità.  Alcune unità token e l'intera sezione di trasmissioni generava un falso traffico di comunicazioni radio tra unità inesistenti. Patton era impopolare presso l'alto comando alleato ma era considerato, anche dai tedeschi, uno dei maggiori esperti di guerra con carri armati, facendo così sembrare il FUSAG una temibile minaccia.
Il Generale George Patton
Un'altro inganno fu l'operazione Copperhead che prevedeva lo sbarco non nel nord della Francia ma a sud a Marsiglia. Bevan e la London Controlling Sections furono incaricati di inventare un'elaborata messa in scena per coprire lo sbarco in Normandia, una conferma della teoria formulata per prima da Clarke e Wavell che ogni vera operazione dovrebbe averne una complementare completamente fasulla. La concentrazione di attenzioni sulla Francia lasciò Clarke a sostenere la spinta degli Alleati in Italia. Clarke notò che "le circostanze peculiari del teatro mediterraneo rendevano impossibile avere un vuoto di più di una settimana o due tra i piani d'inganno", e in rapida successione la 'A' Force creò una vasta serie d'inganni, che includevano le fantomatiche operazioni Oakenfield e Zeppelin, che prevedeva uno sbarco in Grecia e o nei Balcani; e più tardi, in quella primavera venne creata l'operazione Copperhead.
Il Generale Bernard Montgomery
Anche qui fu creato un fantomatico esercito fantoccio creato dallo stesso Dudley Clarke, e per dare ancora più credibilità al tutto venne posto al comando di tale operazione nientemeno che Bernard Montgomery.  Ma Montgomery era stato recentemente trasferito in Inghilterra per prendere il comando delle forze di terra destinate all'invasione della Normandia. Così per confondere i tedeschi e convincerli ancora di più sulla veridicità dell'operazione, Clarke individuò un sosia, un attore del periodo dell'anteguerra, il luogotenente Meyerick Edward Clifton Jones, come sostituto, data la grande somiglianza e lo portò nel Mediterraneo con una grande cerimonia. E anche qui i tedeschi abboccarono e alla grande tanto da trasferire una parte delle armate del gruppo B nel sud della Francia. 
Il luogotenente Meyerick Edward Clifton Jone
Anche durante lo svolgimento dello stesso sbarco, le operazioni di inganno continuarono: nel Canale della Manica furono svolte delle elaborate operazioni d'inganno chiamate rispettivamente Glimmer, Taxable e Big Drum. Piccole navi e aerei simularono una flotta d'invasione di fronte alla Passo di Calais, Capo d'Antifer e sul fronte occidentale della vera area di sbarco. Nel frattempo, l'Operazione Titanic coinvolse la RAF che lanciò paracadutisti fantoccio a est e a ovest della Normandia, in contemporanea Joan Pujol Garcìa l'agente doppiogiochista Garbo,  tenuto in grande considerazione e ritenuto molto affidabile dai tedeschi, trasmise a questi dei dettagli, falsi, del  falso piano d'invasione alleato con una ulteriore informazione, cioè che l'invasione in Normandia era solo un diversivo. L'informazione fu trasmessa dai britannici a Garbo nel tentativo di accrescerne la credibilità e in un periodo in cui i tedeschi non avrebbero fatto in tempo a rafforzare le difese presso il vero obiettivo, la Normandia, tantevvero che i tedeschi credettero che i lanci di paracadutisti da parte di inglesi e americani fossero solo un depistaggio e una serie di operazione diversive per distrarre tutti dal vero obiettivo, Calais, e non la vera e propria invasione, e persino l'avvistamento delle navi al largo della stessa Normandia fù considerato come  un tranello. 
Joan Pujol Garcìa, l'agente Garbo 
Tale confusione fece si che la maggior parte delle unita d'elite tedesche non fossero spostate dalle loro zone di competenza rallentando le operazioni di contrattacco tedesche e permettendo lo sbarco in modo più semplice e con meno rischi. 
Conclusione:    
Molto spesso il successo di determinate operazioni dipende dalla “pubblicità” che ruota attorno a loro e ciò che si fa credere realmente al nemico